Angeli
e demoni
al Monaldi
di Napoli
Mi ha colpito lunedì sera su RAI 3, a Lo stato delle cose, l’esclamazione di Massimo Giletti, certamente encomiabile nel portare avanti la battaglia per la verità della famiglia Caliendo: “E’ possibile che anche in presenza della tragica morte di un bambino nessuno si assume responsabilità personali nonostante che tutto è documentato?
Mi ha colpito la faccia sofferente a raccontare questa vicenda del “Giornalista-Giornalista” Giuseppe Crimaldi, il primo a raccontare questa vicenda, con la stessa responsabilità di quando raccontò la mia.

RAI 3 - "Lo Stato delle Cose" lunedì 23 marzo 2026
Ecco Giletti, capisco la tua costernazione evidente durante il servizio anche se da giornalista navigato dovresti conoscere che è uno standard in Itala che chi compie dei fatti contestabili come responsabilità personali e professionali ha vantaggi a negare ogni evidenza.
Questo perché, piuttosto che essere premiata l’onestà, in Italia viene premiato dalle dinamiche processuali chi nega l’evidenza in quanto, grazie a “bravi avvocati, può sempre contare sulla prescrizione o non essere punito nella giusta misura dai magistrati.
E i freezzati in attesa di giustizia in Italia stiamo diventando tantissimi, troppi alla fine i delusi, non lo auguro ai familiari di Domenico.
Siamo individui e famiglie che, “capitataci” un’ingiustizia, le vite ci vengono stravolte con conseguenze, non diverse per gravità, dall’omicidio di identità (reato che solo con l’istituzione dell’art. 583 quinquies del c.p. è stato da pochi anni riconosciuto autonomo con pene serie contro chiunque provochi la deformazione o lo sfregio permanente del viso delle persone (e con l’ergastolo se dall’atto lesivo derivi la morte della vittima);
Ora vi sfido a confrontare fotografie della signora Patrizia prima della morte di Domenico e dopo, e dopo ogni volta che si vede negare anche semplici scuse. Vi sfido a confrontare le fotografie precedenti di chiunque ha subito ingiustizie con quelle successive; Non troverete gli stessi sguardi, gli stessi volti, ma non ci sono seri provvedimenti per chi artatamente allunga i tempi di giustizia anche se il male procurato non è solo la presa in giro del sistema giustizia.
Io, con le mie speranze di giustizia, vivo frezzato da 30 anni per crimini di Notai, e magistrati che li hanno aiutati a sfuggire alla legge;
Nessuno mi ha mai chiesto scusa; Chi mi conosce com’ero prima sa che cantavo spesso con gioia, non o faccio da allora.

Gli angeli di cui parlo nel titolo sono le vittime innocenti. E il tragicissimo caso del piccolo Domenico Caliendo, sono le altre vittime di malasanità e le vite frezzate dei familiari in attesa di giustizia;
I demoni, atteso che quanto accaduto al Monaldi è tutto documentato, sono le convenienze processuali, i calcoli economici e cronologici che sconsigliano agli autori degli errori di assumersi responsabilità per “potersela giocare” in sede processuale in attesa diprescrizioni o trattative nei risarcimenti.
Ecco perché ognuno nega l’evidenza, perché in Italia, se ammetti responsabilità sei fesso invece che umano..
E’ per questo caro Giletti dal Monaldi non sono arrivate scuse ufficiali ai familiari del piccolo Domenico.
Forse dovremmo farle noi tutti le scuse alla signora Patrizia, perchè se la società nella quale viviamo e la giustizia che abbiamo.sono così è colpa di tutti noi.
Il Cittadino
Luigi Iovino
